18 Dicembre 2017

Uomini o Attori...Non c´ scelta.

20-03-2012 19:16 - Pensieri e riflessioni sul mondo del volley...
Uomini o attori... i giocatori non hanno scelta.

Un´ affermazione che sottintende un significato tanto profondo quanto difficile da capire ma, soprattutto, da mettere in pratica.
Un discorso rivolto ai giocatori che andrebbe fatto ad inizio stagione. Una sorta di regola, un modus operandi che dovrebbe diventare parte integrante di ognuno di loro.

Mi spiego meglio.

Quante volte, nell´arco di una stagione, di una gara, ma anche e soprattutto all´interno di un singolo allenamento, noi allenatori assistiamo ad atteggiamenti di polemica da parte dei nostri atleti?
Facce strane, musi lunghi, scenate d´ira, gente che smette di giocare o allenta la carica agonistica all´improvviso. Tutto questo, spesso e volentieri, ripetuto pi volte dallo stesso giocatore e da pi giocatori contemporaneamente all´interno di quelle poche ore a nostra disposizione.

Una cosa inaccettabile ed intollerabile... a qualunque livello.


Credo che " la polemica sia un insulto all´intelligenza umana ".

Anzi...probabilmente, la pi chiara dimostrazione di mancanza di attributi, che siano palle o ovaie ...

Ma la cosa peggiore in tutta questa storia che, quasi sempre, anche l´allenatore pi attento fatica a capirne le motivazioni.
Ad un bravo coach non dovrebbe sfuggire nulla o quasi ma sapete meglio di me quante variabili e sfaccettature subentrino ogni volta.
La mente umana di una complessit unica e quando dodici teste vengono inserite in uno sport di situazione come la pallavolo...

Ed cos che arriva puntuale ed immancabile, la polemica di chi non condivide l´esercizio proposto...
Quella di chi si lamenta per aver attaccato o saltato troppo...
Che va di pari passo con quella per aver attaccato o saltato troppo poco...
Poi arriva il muso di chi si freddato e non riesce a saltare...
Poi spunta quello che si arrabbia con il mondo intero perch non gli riescono le cose e, dulcis in fundo, arriva il fenomeno di turno che crede di essere il manuale del volley fatto persona e non accetta che un umile compagno di squadra possa sbagliare...


Tutte motivazioni apparentemente comprensibili agli occhi del pseudo atleta ma non giustificabili agli occhi di qualunque allenatore...

Se volessimo ragionare al limite della comprensione umana, potremmo provare ad immedesimarci nella situazione emotiva del polemico di turno.
Valutare una probabile giovane et, l´inesperienza, i limiti tecnico-fisici, un carattere particolare ma, in ogni caso, per fare questo dovremmo dare per scontato che si riesca sempre e comunque a capirne la causa scatenante.

Ma siamo sicuri di riuscire a vedere, sentire e cogliere ogni situazione, per ognuno di loro, per tutta la durata dell´allenamento e per una stagione intera? Fidatevi, ci vorrebbe una sfera magica...

Ma noi allenatori siamo tutti fenomeni, uno pi bravo dell´altro.
Ergo, non ci sfugge nulla. Bene. Cosa pensiamo di fare, allora?
Ad ogni atteggiamento di polemica fermiamo tutto e tutti per parlare con il fortunato di turno, provando magari a farlo ragionare?
E´ meglio cambiar mestiere.

Qualunque sia la causa o la motivazione, anche la pi giusta ed onorevole possibile, ricordate:

"L´interesse del gruppo deve prevalere sull´interesse del singolo...sempre e comunque...costi quel che costi"

E non credo ci siano dubbi nell´affermare che il bene collettivo sia quello di
salvaguardare il ritmo e la qualit dell´allenamento.

Poi, in separata sede, a quattr´ occhi, di fronte ad una birra, possiamo parlare con il mondo intero. Discutere, litigare, prenderci a botte ma.. questo un altro discorso.

Sono questi i presupposti su cui si basa la mia affermazione che ha dato il titolo a questo articolo.

Uomini o attori... i giocatori non hanno scelta.

Due ruoli in antitesi ma che contribuiscono entrambi al raggiungimento del nostro fine ultimo.

Da un lato, L´UOMO. Il giocatore che usa la testa, ragiona, relativizza ed affronta la difficolt da vero atleta. Parla, si spiega ed esterna le sue perplessit. A volte, potrebbe bastare un´occhiata al Coach per farsi capire. E se poi non trova la soluzione, prosegue sempre e comunque ad allenarsi al centodieci percento facendo buon viso a cattiva sorte. Se freddo si riscalda sul posto in attesa di... Se stanco, gestisce i primi colpi ed i primi salti, magari buttando un occhio ed una voce per avvisare l´allenatore. Poi, a fine allenamento, trae le conclusioni. Problema risolto? Bene. Viceversa potr chiedere di far due chiacchiere e di confrontarsi.

Dall´altro, L´ATTORE. Il giocatore che non ragiona, non parla, si tiene tutto dentro, si carica di rabbia e poi esplode...magari alla prima sciocca occasione che gli si prospetta. Sono quelli che cambiano faccia all´improvviso, senza motivo. Ed a loro che bisogna far capire che se non vogliono o non sanno comportarsi da veri atleti, non hanno altra scelta se non quella dell´obbligo morale di imparare a FINGERE. E´ in questi casi infatti, che devono entrare in scena gli attori. Maschere perfette che dovrebbero avere il compito di nascondere un malessere sottostante e che, per il bene del gruppo, dovrebbero far finta di niente continuando ad allenarsi come niente fosse, dando sempre quel centodieci percento di cui sopra.

Alla luce dei fatti, non ci vuole un grande allenatore o psicologo che sia, per capire che in questi casi quello dell´attore un ruolo quasi impossibile da ricoprire. Devo ancora trovare un giocatore che riesca a nascondere cos bene il suo stato d´animo tanto da non comprometterne la prestazione... in un verso o nell´altro.

Credo seriamente che su questo aspetto entrino in gioco molte delle qualit di un Coach. Qualit umane e di gestione che partono con un lavoro di prevenzione fatto ad inizio stagione e si concretizzano con il duro lavoro in palestra.

Ma che noi si riesca o meno ad ottenere risultati con le parole, non possiamo prescindere dai fatti. Si perch non possiamo compromettere neanche una singola palla di un singolo allenamento per colpa di chi non riesce o, peggio, non vuole lavorare per il gruppo.

Ed allora...
Chi non capisce, o non vuole capire...
Chi non , o non vuole essere un uomo...
Chi non , o non vuole essere un attore...
Chi ha difficolt e non riesce o non vuole trovare una soluzione costruttiva nell´interesse di tutti... VA A FAR LA DOCCIA.

" Come nella vita, cos nello sport... Prima di correre bisogna imparare a camminare "
Buon lavoro.
BRUTTI Alessandro

Fonte: Alessandro Brutti

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