18 Dicembre 2017

Sensazione e Razionalit

18-10-2013 10:01 - Pensieri e riflessioni sul mondo del volley...
Credo sia una cosa tanto difficile da apprendere quanto redditizia da applicare. Sto parlando dell'eterna dicotomia, per non dire guerra, tra il volere ed il dovere... tra ci che vorremmo fare e dire e quello che invece dovremmo...

In due parole, il drammatico conflitto tra l'irrazionale ed il razionale che ciascuno di noi vive nei momenti di tensione, agonistica e non. Situazioni molto frequenti come quelle che si vivono durante una gara importante, in prossimit di un appuntamento delicato o, ancora peggio, dopo un'inaspettata delusione. Momenti in cui la testa ed il cuore ci suggeriscono soluzioni diverse e contrastanti al punto tale che difficilmente potranno risultare corrette entrambe.

Ed allora occorre fare una scelta. Da un lato, c' la possibilit di percorrere la via dominata dall'irrazionale, dalle sensazioni, dall'impulso del " fanculo tutto e tutti, dico e faccio quel che voglio". Una strada semplice e facilmente percorribile in cui non ci si preoccupa di ci che sar ma si cerca solo quell'immediato sollievo insito nella possibilit di esternare al mondo intero i nostri sentimenti... Dall'altro, invece, c' l'impegnativo percorso del raziocinio, della ragione, del " devo trovare la soluzione obiettivamente pi giusta".Una salita non alla portata di tutti in cui la testa la fa da padrone, gestendo e limitando le reazioni estemporanee. E' in questi casi che occorre mantenere il sangue freddo. Ripercorrere le analoghe situazioni vissute personalmente e non. Valutare le conseguenze ottenute da una reazione piuttosto che da un'altra e decidere in fretta.

A mio modesto avviso, in situazioni di stress psico - fisico ed agonistico la soluzione potrebbe racchiudersi in una sola domanda: " In una situazione analoga, cosa farebbe il miglior dirigente, giocatore o allenatore che sia? " Si, perch alla fine, coloro che ce l'hanno fatta, che sono riusciti ad arrivare in alto, hanno dimostrato un quid in pi anche e soprattutto nella gestione mentale delle situazioni delicate.

Molti sono gli esempi che potrebbero aiutare a capire e rendere l'idea di quello che accade in questi casi e di come ci si dovrebbe in teoria comportare. Situazioni simili tra loro, che ho vissuto sia in prima persona, come Coach che, indirettamente, gestendo i miei giocatori. Tra tutte, forse tre di loro meritano particolare attenzione:

Il Tie - Break impossibile...

Parecchi anni fa... Alle mie prime uscite nella Pallavolo che conta... Serie A2... Scontro fondamentale per entrare nei Play - Off promozione... Palazzetto stracolmo in ogni ordine di posto... Squadra locale, la mia, obbligata a vincere... Due set pari... Quinto set che volge a favore degli avversari, non solo nel punteggio... Trasformano in punto ogni palla che toccano... sotto 4 - 8 al cambio di campo... 8 - 11 al secondo time - out discrezionale... Nonostante tutto, non avevamo mai smesso di lottare, non avevamo ancora mollato e, palla su palla, siamo arrivati a -1 quando, in svantaggio 11 - 12, prima un attacco out, poi una decisione arbitrale alquanto dubbia, ci catapulta sul 11 - 14 in un batter d'occhio... ad un punto dalla sconfitta... Personalmente, come credo la stragrande maggioranza degli esseri umani nonch dei bookmakers mondiali, se avessi ascoltato il "cuore" , in quella situazione non avrei scommesso un centesimo di euro sui miei ragazzi. Frastornato, confuso, impaurito... per un attimo non ho desiderato altro che scappare, sperare che l'incubo finisse il prima possibile ma poi, non ricordo neanche come, mi sono detto: "Cosa farebbe il grande J.V. al mio posto?" Ed allora, prima di gettare la spugna, le tento tutte. Alla pi puttana, ci avr quantomeno provato...

E' stato cos che ho chiamato formazione prima, ed un doppio cambio poi, inserendo la diagonale palleggiatore / opposto di riserva... Forse l'interruzione di gioco forzata, forse il mutato assetto tattico, fatto sta che l'avversario sbaglia il servizio... 12 - 14... Nostro turno di battuta non tirato a tutto braccio ma gestito tecnicamente e tatticamente... Muro tetto del neo entrato secondo opposto... 13 - 14... Altro servizio tattico, muro che tocca, difesa e contrattacco punto a terra... 14 - 14 ... terzo servizio consecutivo e questa volta l'avversario ci aiuta... Preso dalla fretta di chiudere, il palleggiatore pensa di fare un pallonetto di prima intenzione...ma a rete... 15 - 14 ... Avevamo invertito le sorti di una gara apparentemente segnata e, non credo sia un caso, sul nostro quarto servizio, il loro attaccante pi forte, inarrestabile fino a quel momento, spara fuori regalandoci set e partita... A questo punto, sarebbe fin troppo semplice ammettere che cose del genere non capitano tutti i giorni, che la fortuna ci ha aiutati, che se ci provassimo altre cento volte e via dicendo ma... E' il concetto di fondo che vorrei passasse...

La sconfitta che brucia ...

Situazione per molti versi simile, non tanto nel contenuto ma quanto nel principio, l'ho vissuta dopo una sconfitta inaspettata e, per molti versi, immeritata. Anche qui, tanto per cambiare, una partita fondamentale ai fini del campionato. Serie A2, sulla carta una formazione nettamente pi forte, la mia, avrebbe dovuto vincere, in casa, senza grossi problemi... Ma come sempre, i valori sulla carta e quelli sul campo differiscono e, senza neanche rendermene conto, mi sono trovato a dover spiegare una rocambolesca sconfitta per 3 - 2. Giocatori, dirigenti, tifosi, giornalisti... tutti a chiedersi e a chiedermi spiegazioni.
Una situazione che aveva dell'incredibile e che per un attimo ha fatto barcollare le mie sicurezze. Fatto sta che ho iniziato a sudare freddo, un cerchio di fuoco mi attanagliava la testa, una sensazione mai provata stava per portarmi a dire cose di cui mi sarei sicuramente pentito. Ero sul punto di mollare tutto, di fare dichiarazioni che mi avrebbero messo in una situazione in cui, nella migliore delle ipotesi, avrei fatto la figura o del vigliacco o dell'immaturo pivello di turno. Se solo mi fossi lasciato trasportare dalle sensazioni che provavo in quel momento, avrei rassegnato le mie dimissioni di fronte a tutto e tutti. Provate ad immaginare le conseguenze. Volevo smettere veramente? Fare la figura del comandante codardo che abbandona la barca con tutti i suoi marinai in un momento di mare grosso? Perdere la possibilit di continuare a dimostrare il mio valore rinunciando contemporaneamente alla mia unica fonte di sostentamento economico? Oppure, dall'altro lato, sfogarmi, scaricare la mia delusione per poi pentirmi e tornare come un pupazzo sui miei passi chiedendo magari scusa, rimangiandomi le parole dette in un momento di sconforto? Non sia mai, in entrambi i casi. Ed anche qui, la domanda stata sempre la stessa, ricorrente ad ogni occasione... "Cosa direbbe il grande J.V. al mio posto?" Ed cos che mi sono letteralmente violentato psicologicamente per dire e fare la cosa obiettivamente giusta... Qualche istante di silenzio, un respiro profondo, petto in fuori, testa di nuovo alta, sguardo fisso sulle telecamere e via con una serie di lati positivi da cogliere all'interno di questa apparente disfatta. Morale della favola, anche non volendo, ho dato un appiglio ed una speranza a tutti quelli che come me avevano subito eccessivamente le conseguenze morali di una brutta e dolorosa sconfitta non riuscendo a trovare la forza mentale per reagire... La gara successiva abbiamo surclassato un avversario ben pi temibile...


I palloni che scottano ...

Ambito e soggetti un po' diversi per questo terzo caso, ma principio analogo... Settore giovanile, campionati Under 14. Dopo un lungo ed importante cammino, arriviamo a giocarci un'intera stagione in un'unica gara che, contemporaneamente, avrebbe assegnato il Titolo di Campione Regionale e decretato il conseguente accesso alle Finali Nazionali. Gara secca, quindi, contro una compagine che nell'arco dell'annata, tra tornei e campionato, ci aveva battuto tre volte su tre. Finali organizzate dal Comitato FIPAV della nostra provincia... Palazzetto enorme, tanto diverso dalle palestrine in cui eravamo abituati ad allenarci... Pubblico delle grandi occasioni, tra parenti amici e genitori... Pronostico sfavorevole, tensione alle stelle, tanta paura di perdere... Fischio d'inizio... Tempo di fare il saluto e siamo gi sotto di un set, perso 10 - 25... <strong>Un'atmosfera che aveva dell'incredibile... Sguardi increduli... Giocatori d'un tratto diventati impotenti al cospetto di quelli che sembravano i marziani di turno al di l della rete... Inizio secondo set, subito sotto 4 - 10. Sembrava la fine...sembrava... Ancora una volta, la solita ricorrente domanda ma ora rivolta non a me stesso ma ai miei piccoli atleti: " Al posto vostro, cosa farebbe il miglior giocatore al mondo? Ad ogni punto perso, sicuramente non allargherebbe le braccia scuotendo la testa, non si guarderebbe le scarpe ad ogni errore, non si arrabbierebbe con il mondo intero n, tanto meno, verserebbe lacrime..." Ed allora lasciamo perdere il tabellone del segnapunti, lasciamo stare avversari, arbitri e compagni e proviamo solo a comportarci come i vostri idoli, come se fossimo gi arrivati in Serie A e voi foste i giocatori pi forti al mondo. Un campione commette un errore, perde un punto ma non si lascia coinvolgere dalle conseguenze emotive. Gli scivola addosso e mantiene comunque lo sguardo alto, fa gesta all'insegna della calma, infonde sicurezza... Poi, alla fine, potremmo anche perdere, ma almeno ci saremo divertiti...

Anche in questa occasione sono stato fortunato perch se dovessi riprovarci altre cento volte forse non otterrei pi lo stesso risultato, ma ... Vinto 25 - 21 il secondo e 15 - 10 il terzo ed ultimo set... Campioni Regionali... Finali Nazionali conquistate che, alla fine, ci hanno visto sul Terzo Gradino del Podio con una meritatissima Medaglia di Bronzo al collo...




"Come nella vita, cos nello sport...Prima di correre bisogna imparare a camminare"

Buon lavoro.


Fonte: Alessandro Brutti

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