18 Dicembre 2017

Le squadre bisogna saperle fare...

12-11-2015 17:36 - Pensieri e riflessioni sul mondo del volley...
Un argomento, questo, che mi tocca da vicino.
Più di una volta ho discusso, litigato e spesso pagato sulla mia pelle errori fatti in sede di costruzione di una squadra. E' chiaro che costituire un gruppo dipende da innumerevoli fattori, economici e non ma, per fortuna, sempre e comunque il valore sulla carta diverso dal valore espresso campo.

Come dico sempre, SQUADRA FORTE NON SIGNIFICA VINCENTE.

Chiaro che "senza giocatori", difficile fare i miracoli ma UN GRUPPO VINCENTE LO SI COSTRUISCE IN PALESTRA E NON A TAVOLA.

Se così non fosse, chi ha più soldi vince e basterebbe mettere in panchina un incompetente qualunque per sperare di portare a casa il risultato. Altri sport più blasonati e pagati, sono pieni di esempi di società che hanno speso una fortuna per poi non ottenere niente di proporzionato a quelle che erano le aspettative ed i presupposti alla vigilia del campionato.

Ogni volta che ho preso un gruppo, ho sempre fatto due chiacchiere pre campionato. Per esporre la mia visione di gioco, i miei obiettivi, la mia idea di volley ma anche per avvisarli che, nell'arco di una stagione, problemi ce ne saranno sempre..inevitabilmente. Per convincerli del fatto che LA SQUADRA FORTE, LA SOCIETA' FORTE, NON E' QUELLA CHE NON HA MAI PROBLEMI, MA QUELLA CHE LI AFFRONTA, LI RISOLVE E NE ESCE PIU' FORTE DI PRIMA.

Non è possibile che non si facciano errori. Errori li facciamo tutti, dal primo all'ultimo, dal più grande al più piccolo. E noi allenatori, tra le tante cose, dobbiamo limitarli il più possibile.

Litigate fino alla morte nel pre campionato per cercare di fare la squadra che vi rispecchi il più possibile, che segua la vostra idea di pallavolo... Certo che poi, una volta iniziato il campionato, la si difende contro tutto e contro tutti.

Nella pallavolo, più che mai, entrano in gioco aspetti psicologici. Possiamo chiamarle alchimie. Spirito di squadra. Spogliatoio...Ma, alla fine, sono in 6 alla volta in 81mq. Ogni secondo dipende dall'interazione di tutti.

Nel gruppo esistono 4 schiacciatori...3 centrali... 2 palleggiatori... ma all'interno del roster esistono i TITOLARI ed i NON TITOLARI che è diverso da panchinari.
Non si possono fare le squadre con un'accozzaglia di giocatori. Non si possono comprare una marea di giocatori UGUALI.
Nè da un punto di vista tecnico, né tanto meno umano...

Nella pallavolo non esiste il turn over. Si ma poi sarò bravo a gestirli... Sono stato chiaro con tutti. Se meriti giochi. Magari come ha fatto qualcuno che arrivava al venerdì con scout alla mano per decidere chi far giocare.

Esistono i titolari che devono avere la serenità di poter contare sulla fiducia del coach. Fiducia che si sono conquistati in palestra, giorno dopo giorno, dimostrando di avere un qualcosa in più. La tranquillità di poter sbagliare una palla ed avere comunque la possibilità di recuperare. Sapere che noi non siamo con il fucile in mano.
Una fiducia, chiaramente non incondizionata che, viceversa, sortirebbe effetto contrario.

Esistono poi, i non titolari, i primi cambi che, in primis, devono essere contenti, soddisfatti ed onorati di far parte del gruppo. Allo stesso tempo, abbastanza forti per poter mettere un pò di pepe pepe nel cosiddetto ai titolari. Poter dare un cambio. Giocare un set, partita ma poter poi tornare in panca senza creare problemi.

Un mio vecchio amico, dirigente di una delle società più forti e vincenti degli ultimi vent'anni che, di fronte ad un'annata deludente, mi ha detto: "Ale, paradossalmente abbiamo giocato meglio fino a gennaio quando avevamo l'infermeria piena, che da febbraio in poi, quando sono rientrati tutti i titolari...

NON E' UN PARADOSSO... E' LEGGE... DICO IO

Buon lavoro..
Alessandro Brutti
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